Qi Gong

23 feb

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L’inizio del  mio percorso con il Qi Gong risale alla primavera del 2000.

Il primo incontro è stato determinato in parte dalla casualità ( coinvolta da  una mia amica che già frequentava il corso) e in parte dalla curiosità per questa pratica per me del tutto nuova.
Da quel momento non ho più abbandonato il Qi Gong e questa esperienza è divenuta sempre più importante ed appagante: oltre al benessere fisico il Qi Gong ha determinato in me un nuovo modo di “sentire”, attraverso una sintonia più profonda e consapevole con tutto ciò che mi circonda, sia nelle relazioni umane che, in particolare, verso la natura.
Che cosa è il Qi Gong?
Il Qi Gong è una pratica millenaria cinese che lavora sull’energia individuale  aiutando a ripristinare e mantenere un corretto stato di salute psico-fisico.
Utilizzando le tecniche del QG si impara, attraverso esercizi respiratori e movimenti lenti, passeggiate terapeutiche ed emissione di suoni ,  a guidare l’energia in modo da entrare in uno stato di completa tranquillità, riuscendo a rilassare il corpo, calmare la mente e regolare il respiro.
Il Qi Gong favorisce lo scioglimento delle tensioni muscolari e la dispersione di eventuali ristagni, equilibra le emozioni.
Riduce gli effetti dannosi dello stress e superlavoro e inoltre sviluppa la concentrazione e mantiene il corpo tonico ed armonico.

Daniela Pirotta

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Il tango come metafora della relazione di coppia

20 feb
Di Massimo Adolfo Caponeri

Chi è estraneo al mondo del tango, in genere, lo conosce solo attraverso le esibizioni, viste in televisione, o al cinema.
Ma il tango vero, quello tradizionale, ballato soprattutto nelle Milonghe del Centro di Buenos Aires (ora chiamato impropriamente “milonguero”), è tutt’altra cosa.
Devo anche premettere che il tango è un ballo in continua evoluzione (fin dalla metà dell’ottocento).
Pertanto, oggi, viene spesso ballato con stili diversi (salon, nuevo, fantasy…), che privilegiano “figure” aperte; cosa che comporta l’allontanamento dei ballerini, proprio per l’esecuzione delle stesse, e che, dunque, non sono abbracciati tra loro.
È però evidente che, in Milonghe molto affollate, ci si deve saper muovere in uno spazio ridotto, e non è possibile eseguire figure ed esibizioni, onde evitare sgradevoli “urti e collisioni”.
E questa è propriamente la realtà del Centro di Buenos Aires, che, a partire dagli anni ’40, ha determinato il modello del tango, basato sull’abbraccio.
Un milonguero molto noto (Gavito) una volta ha detto: “il tango è saper camminare abbracciati”.
Nell’abbraccio, la ballerina poggia il petto sul torace del partner; così, la coppia, disponendosi come un triangolo aperto in basso, trova un equilibrio comune.
Il movimento, e/o la rotazione del torace dell’uomo (dissociazione), fanno capire alla dama l’intenzione (“marca” o “guida”), per dove e come procedere.
Allora l’uomo, avendo la possibilità di decidere il movimento, ha la responsabilità di condurre con sicurezza la ballerina, in un ruolo “protettivo” nei suoi confronti.
A questo deve corrispondere la capacità, e diponibilità, da parte della dama, di affidarsi all’uomo e alla sua guida, mantenendo il contatto, e sapendo così rispondere alla conduzione del partner.
In tal modo, a sua volta, può permettersi “adorni” e movenze che esaltano espressioni di femminilità.
È evidente, per tutto questo, che non si deve essere né troppo discosti, né troppo pesantemente appoggiati.

La ballerina sente il suo partner, e si unisce a lui nei suoi movimenti.
Il ballerino sente la sua dama, coglie la sua posizione e la sua adesione, per unirsi con lei nella danza.
Entrambi sentono la musica e il ritmo, vi si sintonizzano, e si conformano alla cadenza.
Utilizzando termini “psicologici”, si potrebbe dire che la coppia è complementare(differenziazione)per la danza, e simmetrica(similarità)riguardo alla musica.
Musica e ritmo sono l’elemento terzo comune per i due ballerini.

È facile ravvisare il parallelismo con un rapporto di coppia, dove è controproducente sia un’autonomia, sia una dipendenza eccessive.
Così come è auspicabile che una coppia, oltre a una buona corrispondenza duale (io-tu), generi, o abbia presente, una terzialità che la riguardi (noi): il proprio stile di coppia, dei valori, degli interessi…

Altra annotazione, altro parallelismo possibile.
Il braccio dell’uomo sotto l’ascella della donna deve essere fermo e non cedevole, per non farle perdere l’equilibrio in certi spostamenti laterali o di giro; ma non deve neanche essere troppo costrittivo.
E così per l’abbraccio in generale: se troppo debole, la dama non viene tenuta e sostenuta, se troppo forte le si impedisce di muoversi.
Per analogia, un partner che si cura poco dell’altro/a può dimostrare disinteresse o indifferenza, ma un partner troppo pressante e possessivo  può dare il senso di un’oppressione soffocante.

Massimo Adolfo Caponeri


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La corretta alimentazione in Inverno

16 feb

Prof. Nicola Sorrentino

Le prime avvisaglie del freddo portano spesso con sé raffreddori, febbre, tosse, mal di gola, difficoltà respiratorie e per curarci, oltre ai rimedi tradizionali, possiamo trovare anche nel cibo un piccolo ma valido aiuto. Parliamoci chiaro, una vera e propria “dieta antiraffreddore” non esiste, ma esistono alcuni alimenti che aiutano le difese immunitarie, ed altri dotati di proprietà antisettiche e mucolitiche. E’ molto rilevante la correlazione tra sistema immunitario e cibo, e al fine di aumentare le difese del nostro organismo, dobbiamo introdurre alimenti ricchi di particolari elementi quali i carotenoidi,  la Vitamina C, la Vitamina E, il Selenio e lo Zinco, che hanno spiccate proprietà antiossidanti e protettive, in grado di combattere i radicali liberi.
I carotenoidi sono sostanze naturali generalmente di colore giallo, arancio e rosso, che troviamo soprattutto nella frutta e nella verdura, anche quella verde, in cui la clorofilla ne maschera il pigmento carotenoide.  Particolarmente ricchi di queste sostanze sono: albicocche, anguria, broccoli, carote, cachi, lattuga, melone, patate, pesche gialle, peperoni, pomodori, spinaci e zucca.
La Vitamina C è presente soprattutto negli agrumi, ma anche in fragole, kiwi, pomodori, peperoncino piccante, peperoni, ribes nero e ortaggi a foglia verde.
La Vitamina E è invece presente nella frutta secca, nell’olio di semi e d’oliva e negli ortaggi a foglia verde.
Buone fonti di Selenio e Zinco sono nelle noci, i fagioli, il pesce e i prodotti integrali.
Pertanto è bene introdurre nella nostra alimentazione quotidiana tanta frutta e verdura, poiché oltre alle vitamine e ai minerali, i vegetali contengono sostanze con ragguardevoli proprietà antiossidanti di difesa per il nostro organismo.
Tra gli alimenti preziosi alla nostra salute, non va dimenticato lo yogurt che, oltre a svolgere una blanda attività antibiotica, contribuisce ad aumentare le difese organiche.
Ma, se nonostante tutte le precauzioni, ci prendiamo ugualmente un raffreddore, la prima regola è di bere abbondantemente, perché con il naso otturato si tende  a respirare con la bocca e ad asciugare troppo le mucose orali, creando l’habitat ideale per i virus. E’ importante oltre all’acqua, introdurre anche bevande calde. Nei tempi antichi panacea per tutti i mali era il brodo di pollo, un rimedio caduto in disuso ma che la medicina naturale ha rivalutato per le sue proprietà mucolitiche.
Infine, per chi non disdegna i sapori forti,  tra gli elementi con spiccate proprietà antisettiche e fluidificanti troviamo il peperoncino, ma anche l’aglio e il rafano. Con il freddo per mantenere costante la nostra temperatura corporea ( 36°-37° ) c’è un dispendio energetico maggiore, quindi bisognerebbe mangiare di più, ma le case e gli ambienti dove viviamo sono ben riscaldati…… quindi “facciamo attenzione” se vogliamo evitare che le calorie in più non si trasformino in grasso.

Nicola Sorrentino

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Stretching in coppia

13 feb

Un dono d ‘amore e di grande gentilezza da offrire al partner, ad un amico, ad un famigliare. Regola la pressione dell’allungamento in base alle sue esigenze e fermati se pensi che i movimenti non siano comodi o benefici.

Da eseguire con gioia e generosità.

Ringrazio di cuore il Maestro Baixinho e sua moglie Umberta, di Academia di Capoeira, che impeccabilmente  hanno  eseguito  gli esercizi sotto riportati.

Piegamento indietro da in piedi/ Piegamento in avanti da seduto

...

Ci si prende per mano, con presa forte e sicura . Uno è seduto a gambe tese e i piedi a martello ed esegue un piegamento in avanti a schiena piatta e colonna vertebrale allineata. Il compagno estende il busto indietro, affidandosi al partner che lo sostiene.

Mobilizzazione dorsale a gambe incrociate

Chiedi al partner stendersi supino  e  incrociare le gambe . Afferra con presa sicura le sue mani ed espirando sollevalo in posizione seduta con gli le gambe a contatto con le tue tibie. Resta in questa posizione per 1 minuto. Ripeti tre volte

Ponte: estensione del busto a braccia dietro la testa

Uno assume la posizione “della foglia”:  si siede sui talloni e si avvicina al suolo toccando con la fronte il pavimento (la variante del maestro Baxinho qui fotografata,  è più complessa e prevede l’appoggio sui gomiti). Il compagno,  estende  la colonna adagiandosi sulla schiena del partner con i piedi ben in appoggio a terra e assumendo la posizione di ponte. Le braccia sono allungate lateralmente, all’altezza delle spalle, i gomiti flessi abbandonati dolcemente a terra. la nuca in appoggio sul pavimento. Respirare regolarmente e mantenere la posizione per un minuto. Esercizio abbastanza complesso,  da evitare se non si conosce l’esercizio del ponte, se si soffre di cervicalgia, dorsalgia, lombalgia.

Distendere la colonna vertebrale

Mentre il compagno è  supino, inginocchiati sopra le sue cosce, posizionando le ginocchia poco al di sotto delle ossa ischiatiche. Afferra i suoi polsi e allunga lentamente la sua spina dorsale e le braccia. Quando arrivi ad un punto che risulta piacevole per il compagno, mantieni la posizione per circa 30 secondi. Da evitare se il partner ha problemi all’area sacrale, ai dischi vertebrali o all’area lombare.

Francesca Mezzadri

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HEALTH GYM – La ginnastica kinesiologica

12 feb

Health Gym aiuta a ridurre stress e dolore attraverso il riequilibrio dell’energia vitale. Non è una ginnastica tradizionale ma un ALLENAMENTO CEREBRALE finalizzato a migliorare l’integrazione emisferica.

Sono perseguibili i seguenti traguardi:

Consapevolezza degli stati tensivi strutturali ed emozionali;

Miglioramento posturale e della mobilità muscolo-tendinea;

Consapevolezza alimentare;

Miglioramento dell’apprendimento;

Ricerca dell’autonomia nella pratica.

 

Gli strumenti usati sono i seguenti

Digitopressione (massaggio di punti energetici);

Automassaggio muscolare;

Massaggio energetico;

Esercizi fisici;

Tecniche di defusione dello stress;

Consapevolezza alimentare.

Quando parliamo di esercizi di healthgym distinguiamo AREE e CATEGORIE di esercizi.

Le aree sono:

1) fisioenergetica,

2) coordinazione/apprendimento;

3) nutrizionale/organica;

4) emozionale.

Nella prima area troviamo le seguenti categorie di esercizi: esercizi per migliorare l’elasticità , la cenestesi e l’energia generale.

Nella seconda lavoriamo sulla coordinazione fisica e l’efficienza cerebrale.

Nella terza usiamo esercizi utili per stimolare organi e sistemi.

Nella quarta ci occupiamo della gestione dello stress.

Le categorie sono 4:

Ogni categoria comprende una serie di esercizi che hanno un particolare effetto sul corpo della persona:

1) interazione: esercizi che mettono in comunicazioni parti e livelli del corpo e dell’essere.

2) coordinazione: esercizi che fanno lavorare assieme le varie parti del corpo e livelli dell’essere.

3) energia: esercizi che stimolano un flusso armonico di energia.

4) armonia: esercizi che mettono in comunicazione con il mondo interiore e di conseguenza con il mondo esteriore.

Una lezione di Healthgym alla settimana è sufficiente a dare benefici tangibili alle persone. E’ difficile descrivere la maggior parte degli esercizi. Quello che posso dire è che la persona al termine di una lezione, si sente molto più rilassata, “sciolta” ed energica.

I benefici sono percepibili ad ogni livello, non solo quello muscolare ma anche organico ed emotivo. Alcuni esercizi attivano, ad esempio, la detossinazione grazie all’attivazione del sistema linfatico. Altri aiutano a defondere lo stress.

E’ qualcosa che nelle palestre non abbiamo mai visto, qualcosa di nuovo,  che si rivolge alle persone orientate verso attività/discipline “olistiche”.

Enza Iandiorio

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Gambe d’acciaio: esercizi per runners

5 feb

Il movimento della corsa richiede che muscoli diversi lavorino all’ unisono. I cinque esercizi che seguono rispettano questo concetto, rafforzando e allungando i quadricipiti e i muscoli posteriori della coscia così come i glutei e la parte bassa della schiena, tutte parti del tuo corpo che hanno un ruolo importante per avere gambe forti e dunque al riparo da infortuni.

Affondo a orologio Fai un passo in avanti con il piede destro dritto davanti a te, in direzione “ore 12″, poi torna in piedi nella posizione di partenza. Restando in appoggio con la stessa gamba spostati , portando il piede un po’ più a destra, tipo “ore 13″ e torna alla posizione di partenza. Prosegui spostando il piede ore 14 e così via fino alle ore 18. A questo punto cambia la gamba, stando in appoggio sulla destra e fai un affondo in avanti con il piede sinistro sulle ore 12, sulle ore 11 e via dicendo fino alle ore 6. Esegui tre serie delle due sequenze complete.

Superman

Sdraiati supini a braccia tese sopra la testa. Inarca la parte bassa della schiena (lombare) in modo  che braccia e gambe si alzino da terra come se stessi volando. Tieni la posizione finchè riesci. Riposati e poi ripeti. Per rendere l’esercizio più intenso puoi eseguire delle piccole spinte verso l’alto, alternando gamba destra con braccio sinistro e viceversa come nel movimento del nuoto, senza toccare mai terra.

Allungamento dei flessori

In piedi, con un piede in appoggio su un rialzo, uno step o una panca, metti l’altro piede in posizione di affondo retrale (ginocchio piegato e abbassato verso terra). Le spalle devono restare in linea con le anche, inclina il busto in avanti in modo da far allungare i flessori dell’anca. Fai attenzione che i piedi guardino bene in avanti e tieni la posizione da 10 a 45 secondi, poi esegui invertendo le gambe.

Sollevare l ‘avampiede

In piedi, con un piede su uno step o rialzo, vai in affondo retrale con la gamba opposta  flettendo il ginocchio che quasi toccherà terra. Solleva le dita del piede davanti in modo da restare in equilibrio sul tallone. Esegui 10 volte, sollevando e abbassando il tallone, poi ripeti con l’altra gamba.

Stretching coscia, gluteo e piriforme al muro

Straiati sulla schiena cercando di tenere la colonna vertebrale bene  in appoggio a terra. Piega la gamba sinistra e appoggia il piede al muro. Fletti la gamba destra in modo da appoggiare la caviglia sul ginocchio sinistro . Appoggia la mano destra sul ginocchio destro e spingi dolcemente verso il muro, così da allungare i muscoli posteriori della coscia, i glutei e il piriforme. Il braccio sinistro lungo il dorso abbassando il più possibile le spalle e unendo le scapole. Mento leggermente basso in modo da ritrovare la naturale lordosi cervicale. Tieni la posizione almeno un minuto respirando con il diaframma (vedi nostri articoli sull’argomento). Poi ripeti con l’altra gamba. Per allungamento del piriforme ti rimando anche al precedente articolo Sciatalgia:

Allungamento del piriforme

Francesca Mezzadri

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Iperlordosi lombare

31 gen

La lordosi lombare è una curva della colonna vertebrale che  osservata sul piano sagittale,  si presenta concava fisiologicamente. Quando questa curva è accentuata, siamo in presenza di una iperlordosi. Questa si accompagna spesso ad una ipercifosi di cui abbiamo già discusso in un precedente articolo ( “atteggiamento cifotico”).Enza Iandiorio

Il soggetto presenta il pelvico bloccato anteriormente, l’addome prominente e, talvolta, le ginocchia iperestese. Solitamente i muscoli “contratti”, o per dirla con la terminologia kinesiologica, in eccesso di energia, sono: i muscoli della regione lombare, in particolare il quadrato dei lombi. Sono contratti anche i flessori dell’anca, ileopsoas, quadricipite e ultimo ma non meno importante, il diaframma.

Tra i muscoli “deboli” troviamo gli addominali e i glutei.

Andrebbero controllati anche gli adduttori della coscia  e il piriforme (spesso contratto).

Mi limiterò ad affrontare la problematica solo dal punto di vista  dell’esercizio fisico, tralasciando le relazioni “kinesiologiche” con stress ed emozioni possibilmente connesse al caso in questione. Relazioni che, eventualmente, tratteremo in un altro articolo.

L’ intervento, tramite esercizio fisico, dovrebbe mirare a rafforzare i muscoli deboli e ad allungare quelli retratti, rigidi.

Rafforzeremo la regione addominale puntando l’attenzione al retto addominale, obliqui e trasverso.

Vanno  molto bene il crunch e le torsioni del busto. Ottimo sarebbe eseguire gli esercizi  efficacissimi del pilates, atti a potenziare il “core”.

L’aspetto interessante di questi esercizi è che potenziano senza “accorciare” la muscolatura, questo è molto importante quando lavoriamo per riorganizzare la postura.

Per quanto riguarda i glutei molto interessante l’esercizio del ponte il quale rafforza, oltre ai glutei, i muscoli femorali svolgendo, contemporaneamente, un effetto di mobilizzazione del rachide. L’esercizio può essere eseguito anche sulla swiss ball come vi mostro nella foto.

Supini, gambe piegate. Effettuate una retroversione del bacino (appiattite la colonna lombare sul pavimento). Mantenendo la retroversine, staccate da terra, in modo controllato, i glutei a seguire le vertebre lombari e le ultime dorsali. La discesa avviene facendo il movimento al contrario, cioè appoggiando una vertebra alla volta al suolo, partendo da quelle dorsali.

Abbinate la seguente respirazione: inspirate prima di partire ed espirate mentre andate verso l’alto. sostate il tempo di inspirare nuovamente e mentre espirate tornate a terra.

Stesso schema per l’esercizio eseguito sulla palla.

posizione di partenza  posizione di arrivo 

Fondamentale il lavoro sul diaframma. Quindi esercizi respiratori (ne abbiamo parlato nei precedenti articoli) finalizzati a sboccare il diaframma e a conseguire una maggiore consapevolezza respiratoria.

Consapevolezza e controllo del tratto lombare.

L’esercizio che vi mostro, è molto utile allo scopo.

Supini, ginocchia flesse, piedi in appoggio sul pavimento. Braccia a T, allineare la testa con il sacro. Inspirare cercando di attivare bene il diaframma. Sentite che la curva lombare aumenta. Mentre espirate tutta l’aria, avvicinate le vertebre del tratto lombare al pavimento (cioè appiattite la colonna sul pavimento) per fare ciò dovete auitarvi contraendo i glutei al fine di portare il bacino in retroversione. Finito di espirare ripetete il ciclo per una quindicina di volte.

 

Passiamo all’allungamento della catena antero interna delle anche. Vi propongo un esercizio di stretching globale.

Supini, gambe a “farfalla” con le piante dei piedi a contatto, braccia aperte, testa in linea con il sacro. Lasciate che la forza di gravità vi Spinga dolcemente le gambe in apertura (cioè senza forzare). Nel frattempo eseguite delle respirazioni diaframmatiche cercando di avvicinare il più possibile il tratto lombare al pavimento. Mantenete la postura per qualche minuto fino ad arrivare, nel tempo,  anche ad un quarto d’ora.

Altra postura utile a ridurre la curva lombare è la “squadra”.  Supini appoggiate le gambe sollevate, contro una parete. Testa in linea con il Sacro, gli ischi dovrebbero appoggiare contro la parete. Nel caso in cui faceste fatica a tenere le gambe dritte contro la parete PIEGATE LE GINOCCHIA. Queta postura aiuta ad allungare la catena muscolare antigravitaria, spesso molto retratta.

Enza Iandiorio

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Single leg stretch

30 gen

E’ un esercizio di forza stabilizzatrice/dinamica.  L’obiettivo dell’esercizio è realizzare una mobilizzazione periferica complessa utile per migliorare il coordinamento delle braccia e delle gambe che eseguono sinergicamente un movimento alternato. Inoltre lavoreremo per rafforzare tutta la muscolatura dell’addome.

Infatti i muscoli stabilizzatori sono: i muscoli del collo, retto addominale, trasverso dell ‘addome, obliqui, pavimento pelvico, paravertebrali e pettorali.

Muscoli mobilizzatori: deltoide, pettorali, ileopsoas e retto anteriore del quadricipite

Muscoli allungati: glutei

1) Distesi supini, gambe flesse, schiena neuta (vedi precedenti articoli). Inspirate preparandovi al movimento.

2) Espirando sollevate le ginocchia portandole perpendicolari all’anca. Inspirate ed espirando portate la gamba destra al petto ed afferrate con la mano destra la caviglia e con la sinistra l’esterno del ginocchio. Inspirando, distendo la gamba sinistra. Alterno la flessione ed estensione delle gambe espirando e inspirando. 10 volte

3) preparazione al crunch addominale.  Distesi supini, gambe flesse, schiena neutra, spalle lontane dalle orecchie, mento leggermente basso. Le braccia sono distese lungo i lati del corpo. Sollevate le gambe portando le ginocchia in linea con l’anca come mostro nella seconda foto. Inspirate ed espirando attivate la Powehouse per sollevare la testa, le spalle e contemporaneamente le braccia. Per facilitare l’esecuzione immaginate di allungare le dita delle mani in direzione dei piedi. Portate le mani sulle ginocchia. Ritornate con il capo a terra snocciolando vertebra per vertebra. Il movimento è evidentemente opposto a quello di salita e quindi la nuca viene appoggiata per ultima. 10 volte.

3) Dopo questa preparazione siete pronti per eseguire il single leg stretch nell’eccellenza della sua forma. Distesi supini, gambe flesse, schiena neutra. Inspirate per prepararvi. Nelle espirazioni successive portate entrambe le gambe distese in alto formando un angolo retto  con il bustoe contemporaneamente entrate nella posizione di crunch sollevando il capo e il primo tratto dorsale da terra. Rimaneo adesa al suolo la parte inferiore delle scapole. Nell’ espirazione successiva estendete una gamba avanti e portate l’altro ginocchio al petto. Sostenete il ginocchio lateralmente con il braccio omolaterale e internamente con l’opposto che cerca la caviglia. Espirare e alternare la flessione della gamba al petto. 10 volte.

Francesca Mezzadri

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Corso di Ginnastica Posturale: Academia de Capoeira tutti i martedì 9-10, 20-21

30 gen

Il percorso rieducativo posturale che propongo in sala corsi si basa sull’ allungamento delle catene cinetiche posteriori, back school, esercizi Mezières, stabilizzazione e rinforzo del core cioè dei muscoli del trasverso dell’ addome, obliqui, muscoli lombari e pavimento pelvico. L’obiettivo  è riportare l’attenzione sulla nostra colonna vertebrale, ritrovando il corretto allineamento. Posso affermare che per la mia esperienza il movimento eseguito con consapevolezza e controllo è in grado di riportare alla specifica funzione ogni catena di muscoli e attraverso movimenti propriocettivi, educare l’atteggiamento posturale scorretto arrivando ad eliminare la causa che scatena la situazione dolorosa.

Il percorso di rieducazione posturale è impegnativo e non breve, in quanto per ottenere un cambiamento, richiede concentrazione e partecipazione e la costanza di applicare quotidianamente le informazioni ricevute e farle proprie. Garantisco però, se il programma verrà affrontato seriamente,  risultati  notevoli. Schiena più sana,  forte ed elastica, maggior flessibilità, miglior senso dell’equilibrio.

Via Angelo della Pergola, 15 20159 Milano
Tel/Fax: [0039] 02 69 01 83 60

Pilates: Mermaid

23 gen

Pensato per allungare un lato del corpo e creare spazio tra le costole, Mermaid (per la posizione che ricorda la statua della Sirenetta di Copenaghen) è un esercizio che si basa sulla contrapposizione e il bilanciamento di opposti movimenti: allungamento laterale da un lato, attivazione dell’obliquo opposto e conseguente spinta inversa  rispetto il movimento laterale, dall’ altro.

Non adatto ha chi soffre di problemi a ginocchia, anche, polsi.

Sedete schiena dritta, stendete braccio destro in alto, il braccio sinistro è disteso con palmo della mano in appoggio sul pavimento. Ginocchio destro flesso con pianta del piede in appoggio sull’adduttore sinistro, ginocchio sinistro flesso con tallone adeso al gluteo sinistro. TA, PP, obliqui attivi. Inspirate ed espirate per allungare la colonna.

Inspiando, spingete il braccio destro disteso come se doveste afferrare una maniglia d’ottone sopra di voi. Tenete le gambe ferme e i glutei a terra aprendo le costole. Flettete il gomito del braccio in appoggio a terra per sfruttare il massimo allungamento laterale. Vietato staccare il gluteo destro. L’obliquo sinistro spinge verso l’ombelico in modo da creare spazio e permettere un maggior allungamento laterale . Ritornate al punto di di partenza e ripetete almeno 3-4 volte allungandovi sempre di più prima di cambiare lato.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Francesca Mezzadri

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